[ITA/EN] Recensione – Nightblaze “Evaricade” (2025)

[ITA] Secondo ed ultimo album per i Nightblaze, band tricolore che con Evaricade (Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) annuncia la separazione.

Fiamme incendiano i capelli di Eva: la prima donna biblica nata dalla costola di Adamo, viene ritratta sulla prima di copertina come un essere crepuscolare dedito al maligno. Il sempiterno serpente le cinge la spalla, sussurrandole inganni antichi e seducenti, mentre una mela dalle fattezze di globo terrestre le sanguina tra le dita, custode di un desiderio proibito e di un’opportunità irrimediabilmente perduta. Eros e Tanathos. Tutto porta a pensare che i Nightblaze siano stati inghiottiti da un sistema vorace che li ha fagocitati come nel celebre dipinto di Francisco Goya: “Saturno che divora i suoi figli”, dove violenza e distruzione si mescolano al sublime.

Un autentico delitto per gli amanti del genere AOR che già nel primo omonimo “Nightblaze” (2024), avevano trovato dell’ottimo materiale d’ascolto, complici le armonie piacenti ed ottantiane.

Evaricade è un sophomore effort che supera l’esordio grazie ad una composizione studiata ad hoc ed un intervento chirurgico di mixing e mastering ad opera del mastermind Dario Grillo, produttore oltre che compositore, qui presente alle chitarre, tastiere e nelle backing vocals. Ad accompagnarlo Damiano Limbianchi (ex Perfect View) alla voce ed una sezione ritmica composta da Federica Raschellà (bass) e dal fratello Alex Grillo (drums).

In apertura una quartina di inediti, tra i quali spicca sicuramente il singolo State Of Grace, un up-tempo davvero convincente, in cui tutto appare perfettamente bilanciato: il groove stabile della batteria che accompagna il luminoso fraseggio chitarristico, il basso che risale spingendo impercettibilmente sul pedale dell’ acceleratore, quasi a “sgasare”. Gradevoli gli abbellimenti con l’armonica venuta fuori da un film sul far-west, un perfetto assist alla voce cristallina, anzi, oserei dire quasi trasparente, che arriva in scivolata citando il titolo e rafforzando l’hook

Un brano davvero convincente dal sound made in U.S.A che vi trascinerà: “you’re in my heart and you fire me up” but it is for real.

Tonight arriva immediata alzando i bpm con le chitarre cariche di tensione: tese, vibranti… per poi sfociare in un’atmosfera di contrasto, malinconica e struggente.

Novembrine Walls è invece una vera manna per gli amanti delle vibrazioni profonde, con un basso pulsante, caldo e sensuale, capace di sorprendere muovendosi in maniera piuttosto inaspettata nell’ arco dei tre minuti d’ascolto. Un’ emozione che cresce gradualmente fino all’apice, sfociando in un intricato assolo di chitarra da parte dell’ospite Orazio Fontes. Presente anche una seconda versione “orchestrale” che ne depaupera le frequenze basse, restituendo un suono platonico e scevro di eccessi; così spogliato dell’ attrazione carnale diviene etereo e fiabesco, una lavorazione tale da conferirle lo scettro di power ballad. Take Me Home è l’ultimo inedito della serie, una side-track che necessita del suo tempo prima di poter essere apprezzata a pieno, interludio per la verità piuttosto insipido alla seconda metà dell’album, in cui emerge invece chiaramente lo sforzo creativo nella rivisitazione di sei brani dal debutto “Nightblaze”. Spicca l’ottimo remastering di Tell Me che rivista nelle dinamiche, risulta più fresca ed ariosa. Divertente nell’assolo di tastiera. Brani come Hold On To Me dove emergono delle sorte di canti liturgici uniti a riverberi e synth o Fading Away in cui percussioni, cymbals e flauti orientaleggianti aggiungono un tocco esotico da world music, invece, offrono una panoramica su contaminazioni sperimentali che delineano una conoscenza di un’ ampia varietà di linguaggi musicali.

Track list “Evaricade”

1. State Of Grace
2. Tonight
3. Novemberine Walls
4. Take Me Home
5. Hold On To Me (Atmospheric Version)
6. Take On Me (Dance Version)
7. Fading Away (Ethnic Version)
8. Tell Me (Remastered Version)
9. Novemberine Walls (Orchestral Version)
10. Tonight (Romantic Version)

Line-up:
Damiano Libianchi – Voce
Dario Grillo – Chitarre, Tastiere, Cori
Federica Raschellà – Basso
Alex Grillo – Batteria

[EN] Evaricade (Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) marks both the second and final chapter for Italian AOR act Nightblaze, announcing their breakup.

Flames set Eva’s hair ablaze: the first biblical woman, born from Adam’s rib, is portrayed on the front cover as a twilight being devoted to evil. The eternal serpent coils around her shoulder, whispering ancient and seductive deceptions, while a globe-shaped apple bleeds between her fingers, guardian of a forbidden desire and of an irretrievably lost opportunity. Eros and Thanatos collides. One can’t help but feel that Nightblaze themselves have been consumed by a ruthless system, much like in Francisco Goya’s Saturn Devouring His Son, where violence and destruction coexist with unsettling beauty.

A real loss for AOR fans, especially those who had already found plenty to enjoy in the band’s self-titled debut Nightblaze (2024), praised for its smooth, distinctly ’80s-inspired harmonies.

Evaricade is a sophomore effort that surpasses its debut thanks to a carefully crafted composition and a razor-sharp mixing and mastering by mastermind Dario Grillo (guitars, keyboards and backing vocals), alongside vocalist Damiano Limbianchi (ex Perfect View) and a solid rhythm section featuring Federica Raschellà on bass and Alex Grillo on drums.

It opens with four unreleased tracks, including the single State Of Grace, a truly compelling up-tempo where everything is in perfect balance: the steady groove of the drums accompanying the bright guitar phrasing, the bass rising imperceptibly pushing on the accelerator pedal, almost “revving up”. Also the embellishments with the harmonica, reminiscent of a Western film, are delightful, perfectly complementing the crystal-clear, almost transparent vocals, which glide in, quoting the title and reinforcing the hook.

It’s a genuinely engaging track with a strong American feel, pulling you in almost completely: “you’re in my heart and you fire me up”—and it truly means it.

Tonight arrives immediately, increasing the bpm with guitars loaded with tension: tense, vivid. It then flows into a contrasting atmosphere, melancholic and poignant.

Novembrine Walls, on the other hand, is a real treat for lovers of deep vibrations, a pulsating, warm and sensual bass line surprises with its rather unexpected movements over the course of three minutes. An emotion that gradually builds to a climax, culminating in an intricate guitar solo by guest Orazio Fontes. An additional orchestral version is also included, stripping away the low end to reveal a more restrained, almost platonic sound. Freed from its carnal pull, the track becomes ethereal and fairy-tale-like, earning its place as the album’s true power ballad.

The final unreleased track, Take Me Home, works more as a grower—an understated interlude that needs time to fully reveal itself. Second-half of the album instead shines through the reworking of six songs from the debut Nightblaze, showcasing a clear creative effort. The remastered version of Tell Me stands out in particular, sounding fresher and more open, with a playful keyboard solo. Tracks such as Hold On To Me, enriched by liturgical-style chants, reverbs and synths, or Fading Away, where percussion, cymbals and oriental-flavoured flutes introduce a subtle world-music touch, highlight the band’s experimental side and their command of a broad musical vocabulary.


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