[ITA/EN] Recensione – Citovitz and Fireflies Of February “My Story” (2026)

[ITA] Uscito il 1° gennaio come simbolico nuovo inizio, My Story è la prova di come la copertina di un album, pur catturando fin da subito lo sguardo, non rifletta a pieno il contenuto emotivo e artistico che si trova al suo interno. Molti linguaggi europei condividono un modo di dire figurato per questo concetto: “non giudicare un libro dalla copertina”. Si tratta di un proverbio che invita a guardare oltre le apparenze, a scalfire la superficie per cogliere la vera essenza.

Sono convinta che questa storia abbia da raccontare molto di più di quello che emerge ad uno sguardo distratto. È il “prodotto” di una vita, testimonianza di un percorso di accettazione durato cinquantatrè anni. Un album di coppia che prende forma come una cronaca personale a due voci, quello della protagonista, Shereen Shoukry, paroliere e cantante e poi quella del marito, il chitarrista e compositore polacco Andrzej Citowicz,il cui compito è di accompagnare, rimanendo sempre al servizio delle parole: seguendone il respiro, rispettandone le pause, le esitazioni e i silenzi carichi di senso. Una scelta che nasce dall’ascolto, dal voler mettere in luce un talento fin troppo a lungo ignorato.

My Story si inserisce in un percorso artistico e umano segnato dalla perdita del figlio nato morto, Jonasz, già al centro di lavori precedenti. Qui la musica torna come simulacro dell’amore: incarnazione pulsante di un legame condiviso che si sviluppa in uno spazio metaforico dove nasce, cresce e vive eternamente come creatura, trascendendo la morte. La partitura accoglie i sentimenti che vi vengono riversati e li trasforma in memoria.

Il risultato è un album che, pur partendo da una dimensione estremamente intima, assume un valore universale. Dedicato ai reietti, a chi si è sentito sminuito, respinto, troppo a lungo negato per poter brillare. Un lavoro che testimonia un amore profondo per la musica fuori dai circuiti commerciali, concepita non come prodotto, ma come linguaggio di verità.

Ogni brano contribuisce a delineare un percorso di consapevolezza e ricomposizione con un melodic rock di bonjoviana memoria, costruito su riff di chitarra emozionanti, armonie aperte e ritornelli pensati per restare. Dodici tracce che privilegiano l’orchestrazione, la melodia, la chiarezza espositiva e l’equilibrio tra energia e introspezione.

“Now I Understand” è una riflessione personale e intimistica su relazioni tossiche e schemi emotivi ripetuti. Il brano affronta il momento in cui si riconoscono i pattern che hanno condizionato una vita intera, aprendo alla possibilità di comprenderli e, finalmente, spezzarli.

“When” è una confessione a cuore aperto su dinamiche familiari difficili. Il testo mette a fuoco la necessità di scegliere con cura le persone di cui circondarsi, sottolineando l’importanza di relazioni sane come atto di sopravvivenza emotiva.

Con “Forever Is Now” l’album si apre a una dimensione più ampia e quasi sinfonica: il pianoforte introduce un respiro diverso, più solenne, trasformando il tempo presente in unico spazio possibile per l’amore e la guarigione.

“The Space Between” gioca invece sul calore degli accordi di chitarra e sulla dimensione del dialogo: qui Andrzej affianca Shereen anche vocalmente, dando vita a un duetto che rafforza l’idea dell’album come racconto condiviso, costruito nello spazio emotivo che separa e allo stesso tempo unisce due voci.

Nel suo insieme, My Story non cerca consolazioni facili né soluzioni definitive. È un disco che accetta la complessità, che trasforma il vissuto in racconto e il racconto in possibilità di riconoscimento per chi ascolta. Un album che non chiede di essere capito, ma semplicemente ascoltato.

Track list “My Story”

1. Now I Understand
2. When
3. Forever Is Now
4. Fear Made Me
5. … The Space Between
6. The Mask We Wear
7. If I’m Gone
8. Heavy Doesn’t Show
9. The Ones Who Stay
10. When The Fight Is Done 11. My Guardian Angel 12. Woman Of Many Faces

Line-up:
Andrzej & Shereen Citowicz

[EN] Released on January 1st as a symbolic new beginning, My Story is proof that the cover of an album, while immediately capturing the eye, does not fully reflect the emotional and artistic content contained within. Many European languages share a figurative saying for this concept: “don’t judge a book by its cover.” It is a proverb that invites us to look beyond appearances, to scratch beneath the surface, and to grasp the true essence.

I am convinced that this story has far more to reveal than what meets a casual glance. It is the “product” of a lifetime, a testament to a 53-year journey of acceptance. A collaborative album that takes shape as a personal chronicle in two voices: that of the protagonist, Shereen Shoukry, lyricist and singer, and that of her husband, the Polish guitarist and composer Andrzej Citowicz, whose role is to accompany, always serving the words—following their breath, respecting their pauses, hesitations, and silences laden with meaning. A choice born from attentive listening, from the desire to bring to light a talent far too long overlooked.

My Story is part of an artistic and human journey marked by the loss of their stillborn son, Jonasz, already central to previous works. Here, music returns as a simulacrum of love: a pulsating embodiment of a shared bond that unfolds in a metaphorical space where it is born, grows, and lives eternally as a creature, transcending death. The score embraces the emotions poured into it, transforming them into memory.

The result is an album that, while rooted in an intensely personal dimension, takes on a universal significance. Dedicated to the outcasts, to those who have felt diminished, rejected, or denied the chance to shine for too long. A work that testifies to a deep love for music outside commercial circuits, conceived not as a product, but as a language of truth.

Each track contributes to a journey of awareness and reassembly, delivered through a melodic rock reminiscent of Bon Jovi, built on stirring guitar riffs, open harmonies, and choruses designed to linger. Twelve tracks that prioritize orchestration, melody, expressive clarity, and a balance between energy and introspection.

Now I Understand” is a personal and introspective reflection on toxic relationships and recurring emotional patterns. The song addresses the moment when the patterns that have shaped an entire life are recognized, opening the door to understanding and, finally, breaking them.

When” is a heartfelt confession about difficult family dynamics. The lyrics emphasize the importance of carefully choosing the people we surround ourselves with, highlighting healthy relationships as a matter of emotional survival.

With “Forever Is Now,” the album expands into a broader, almost symphonic dimension: the piano introduces a different, more solemn breath, transforming the present moment into the only possible space for love and healing.

The Space Between,” on the other hand, plays with the warmth of guitar chords and the dimension of dialogue: here Andrzej joins Shereen vocally as well, creating a duet that reinforces the idea of the album as a shared narrative, built in the emotional space that both separates and unites two voices.

Taken as a whole, My Story seeks no easy consolations, nor definitive solutions. It is an album that embraces complexity, transforming lived experience into narrative, and narrative into a possibility of recognition for the listener. An album that does not ask to be understood, but simply listened to.


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