2 Cents è una rubrica che raccoglie tutte le domande non richieste e quelle che, da bassisti, sperate di non sentirvi mai chiedere.
Nella prima puntata ho interrogato Mr. Davide Martini, content creator ed insegnante, che ci ha spiegato la sua visione del mondo ascensionale: dal BASSO verso l’alto.

PARENTAL ADVISORY ⚠️ EXPLICIT CONTENT: tutte le informazioni qui sotto riportate sono puramente illustrative e riflettono opinioni personali. La realtà che stai leggendo potrebbe essere solo frutto di un’illusione. Pillola rossa 🔴 o pillola blu 🔵? Ciò che credi di sapere è un inganno… il basso non esiste davvero (o forse sì?)
Track 1. Presentazione
Ciao bassista! Presentati e raccontaci qualcosa su di te: in che gruppi militi? Porti avanti dei progetti personali come ad esempio un podcast oppure crei contenuti per Youtube e/o altri social?
Ciao a tutti! Mi chiamo Davide Martini, suono il basso (e il contrabbasso), suono scrivo, arrangio, produco ma soprattutto insegno musica, a tutti i livelli e per tutte le età. Da qualche anno la mia attività principale è sui social, YouTube in primis, ma sono abbastanza presente anche su Facebook e Instagram E poi ho un sito dedicato alla didattica per basso elettrico attraverso il quale vendo video corsi che aiutano chi vuole imparare a suonare il nostro strumento.
Come ti sei avvicinato al basso elettrico?
Ero molto giovane e volevo formare una band (strimpellavo la chitarra e mi dilettavo a cantare male); dopo diverse ricerche del bassista un giorno si presenta una persona molto più grande di noi, con un basso, ma che in realtà era un batterista; dopo aver sentito il nostro batterista suonare(male), alla prima prova decide di aiutarlo almeno ad accordare i tamburi, e per farlo mi dice, riferendosi al basso: “tienimelo un attimo”: non l’ho più mollato.
Sei tu che hai scelto il basso o è lui che asceticamente ha scelto te?
Come per tutte le coppie longeve… “ci siamo scelti” a vicenda.
A che età hai iniziato a suonare?
Era il 1990, avevo 16 anni.
È davvero mai troppo tardi per prendere in mano un basso e cominciare a suonare?
Non è mai troppo tardi, come dico sempre, a frenare chi non è più giovanissimo non deve essere l’età; le difficoltà dei “diversamente giovani” stanno tutte nella testa: si lavora, si ha una famiglia, pensieri, scadenze…insomma la testa non è sgombra come quando sei un ventenne, ma trovando le giuste leve e qualche minuto al giorno si possono ottenere gli stessi risultati; e quando arrivano i risultati, la voglia cresce, è un loop meraviglioso.
Ti reputi un chitarrista mancato?
Come molti ho iniziato anch’io con la chitarra e per i primi anni sì, sono stato un chitarrista mancato. Poi ho iniziato a conoscere sempre meglio lo strumento e sono gradualmente diventato un bassista vero (o almeno spero)
Spesso il basso elettrico viene considerato uno strumento invisibile: etichettato come il “fratello sfigato” della chitarra, quello meno interessante e che nessuno nota, ma di cui tutti sentono la mancanza quando sparisce. Uno stereotipo a cui siamo fin troppo abituati. E’ veramente così?
Il basso è meno appariscente della chitarra, è innegabile: non fa gli assoli, il bassista non è di solito “primadonna” quanto un chitarrista; questo, unito al fatto che spesso, in molti generi musicali le parti di basso non sono così evidenti hanno portato molte persone a non sapere cosa fosse un basso, per tanti anni… poi però quando chiedi a qualcuno se conoscono Paul McCartney o…Saturnino, salta fuori che il basso forse esiste. Non lo so, è innegabile che siamo un po’ più in ombra rispetto ad una chitarra, ma sempre più persone ci apprezzano; e aggiungo che, per quanto se ne possa parlare male, la bassista dei Maneskin ha dato veramente un colpo notevole, in questo senso, almeno in Italia…
Bassista che ti ha ispirato a suonare?
Il Primo in assoluto? Polo Jones, bassista di Zucchero dei dischi storici
Il mondo visto dal basso è sottosopra?
Sì, e Vecna non può essere che un bassista.
Track 2. Domande da incubo
Il basso si sente?
Se lo suoni lo senti sempre; se non lo suoni anche, magari non nel senso di “hear” ma nel senso di “feel”…
Ti è mai capitato di non sentirti durante una live?
Si, più volte. Poi a seconda della situazione sono quasi sempre riuscito a sistemare le cose in corsa.
Il basso ti “parla”?
Spesso. Soprattutto quando per altri impegni non lo suono quanto vorrei. E mi manda aff…
Hai mai parlato tu con il basso? Se sì ti ha mai risposto? E se ti ha risposto cosa ti ha detto?
Quando ero più piccolo ci facevo delle gran chiacchierate, e gli chiedevo di darmi una mano a imparare questo o quello, e di fare in modo di riuscire ad arrivare ad un livello decente, come bassista e come musicista in generale. Credo mi abbia sempre ascoltato, poi come ha agito non sta a me dirlo
Hai dato nomi ai tuoi bassi?
Il primo nome ad un mio basso glielo diede una mia allieva con cui ebbi una lovestory tanti tanti anni fa… Si chiamava Jack ed era un MusicMan Sting Ray nero, 4 corde. Da lì ho preso l’abitudine di dare nomi random, ma molto più semplici: Ciccio, Ciccetto, Gino, Ginetto, ecc
Sono maschi, femmine oppure non si definiscono?
L’unico a definirsi maschio tra quelli che ho è il Thunderbird, probabilmente dovuto alle dimensioni del manico… gli altri credono siano femmine, questione di sexual approach, diciamo…
4 o 5 corde?
4. Ma non disdegno ne il 5 ne il 6. Oltre diventa troppo.
A Jaco ne bastavano 4?
Si, e Anthony Jackson ne bastavano 6, come a Faso. Ognuno è libero di scegliere quante corde vuole, non ne faccio una questione di credo.
Oltre quante corde un basso diventa una tangenziale?
Come già detto, più di 6 è un altro strumento; non necessariamente da criticare, ma non lo vedo uno strumento utile per costruire linee di basso, è un’altra cosa.
Tecnica o sentimento?
La tecnica necessaria a far uscire il sentimento; tutta quella in eccesso non mi piace.
Queste due dimensioni complementari [tecnica e sentimento] possono coesistere in un’esecuzione musicale, o il loro incontro creerebbe una sorta di ‘singolarità’?
Possono e devono coesistere, ma devono essere dosate bene; troppa tecnica toglie l’attenzione da ciò che è sentimento, troppo poca non permette al sentimento di arrivare.
Ma la tecnica è FREDDEZZA? Prendiamo come esempio un John Myung nei Dream Theater, lo consideri un tipo freddo e calcolato?
Uno di quelli che non prenderei mai ad esempio… Bravissimo, come tutti loro, ma non mi arriva. Limite mio, sicuramente, non so dire se è freddo e calcolato, dico che è un modo di intendere lo strumento che non mi appartiene
Il bassista è il serial killer della musica? Un po’ alla Christian Bale in American Psycho?
L’importante è non essere dei serial killer dei bassisti.
A tal proposito: bassista più FREDDO/A in assoluto?
Attualmente (opinione personale che non piacerà): Mohiny Dey. Nella storia: Michael Manrig.
Quello/a invece più HOT?
Più di uno, ti dico la mia Sacra Trinità: Flea, Jeff Berlin, Stanley Clarke.
Basslines: less is more?
Yes, nel 90% dei casi. A volte si può esagerare ma con testa e sentimento…
Plettro o dita?
Entrambi, a seconda della situazione
Bassi acustici: opinioni …
Suonando il contrabbasso non ne ho mai sentito veramente il bisogno, e in generale non mi entusiasmano. Negli anni ’90 avrei voluto prenderne uno per rimorchiare come i miei amici chitarristi in spiaggia, ma poi hanno chiuso quasi tutte le spiagge libere e attualmente se porti uno strumento in spiaggia ti arrestano
Suono naturale o pedali?
90% suono naturale, ma ogni tanto qualche effettino qua e là ci sta
Si cucca suonando il basso? [Mi hanno detto di no]
L’unica volta che mi è capitato era perché stavo suonando una chitarra… quindi direi che confermo: no.
Bassiste donne: hanno una marcia in più tipo 4×4 a trazione integrale o hanno solo due ruote motrici ?
Questo sito si chiama Bass “Groupie”: per anni le groupie idolatravano musicisti maschi e superfighi. Quanto faceva il sex appeal di un musicista? Al giorno d’oggi ci sono sempre più musiciste donne e, giustamente giocano sullo stesso aspetto; solo che dall’altra parte non ci sono le groupie, ma maschietti bavosi, quindi la musica spesso passa in secondo piano. Io credo che sia giusto per una bassista che vuole emergere giocare tutte le sue carte, trovo un po’ meno giusto che i maschietti che poi dovranno decidere se considerarle o meno, spesso non lo facciano in base alle qualità artistiche, generando una gran confusione.
4 aumentata o 3 naturale?
3^ maggiore. Coppa C.
Quanto incidono i materiali sulla qualità del suono ad esempio i legni o la tipologia di metallo che compone le corde?
Tutto incide in una minima percentuale, il suono dello strumento è dato dall’insieme non dal singolo elemento; a detta di molti liutai con cui ho collaborato, il 70% del suono di uno strumento elettrico lo fa il pickup. Quindi se devo scegliere, parto sempre da quello; poi, alla fine lo strumento va ascoltato, non va guardato, sfido chiunque a dire l’ ontano suona così, il faggio cosà…
A proposito di corde, sono come la pasta, lisce o rigate… tu di che team sei, flatwound o roundwound?
Mediamente roundwound, ma sul fretless assolutamente flatwound (e a volte anche sul Precision)
Marca di basso preferita ?
Fender
Marca di basso più odiata ?
Markbass
Setup perfetto ?
Fender Precision ’70, ampli Bassman valvolare, un accordatore.
Cosa NON SOPPORTI nel magico mondo del basso elettrico?
Conosco molti batteristi che collaborano tra loro in modo amichevole e assiduo, organizzano meeting, riunioni, si scambiano lavori, opinioni, esperienze. I bassisti mi danno sempre l’impressione (in Italia) di curare ognuno il proprio orticello ed essere sempre pronti a parlarsi alle spalle, non c’è mai una collaborazione senza un secondo fine.
Track 3. Futuro del basso elettrico
Nel corso degli anni ci siamo interrogati sempre di più sul ruolo del bassista e sulla sua utilità… in effetti siamo qui a chiederci: il bassista è anche UTILE?
Cambiano i tempi, cambia la musica, nessuno sa dove andremo di preciso; io per questioni anagrafiche sono quasi un boomer… per me il basso non morirà mai, poi è possibile che nuove sperimentazioni, nuove idee, nuove sonorità arrivino e ci releghino a volte in un angolo, lo dobbiamo accettare ma continuare sempre ad essere orgogliosi di ciò che abbiamo fatto, facciamo e faremo.
Con l’evoluzione delle tecnologie digitali e dei sistemi di produzione musicale il bassista si è visto lentamente affiancare o sostituire da alcune soluzioni tecniche come backing tracks, sequencer, plug-in, groovebox e loop station. Nonostante ciò i bassisti non hanno smesso di esistere. In your opinion come cambierà o si evolverà la figura del bassista?
La tecnologia aiuta, e molto. Chi lo sa e la saprà cavalcare andrà avanti e a mio parere si divertirà anche parecchio alla ricerca di nuove possibilità. Se a qualcuno questo non interessa si prepari a restare fermo e cadere un po’ nel dimenticatoio, è normale.
AI [no, non mi sono pestata un dito] sì oppure no? E’ uno strumento utile al bassista che può aiutarlo ad alleggerire il carico di lavoro oppure solamente una minaccia che ci cancellerà tutti dalla faccia della terra?
Dipende da come la si usa; a me sta aiutando parecchio, e non mi sento per nulla minacciato. Non va a pestare i piedi a quelli che fanno quello che faccio io ed in generale, i professionisti che sanno utilizzarla ne trarranno solo benefici; può creare problemi più che altro agli utenti della musica, a chi la ascolta: se un professionista si fa aiutare dall’AI a produrre musica, lo fa per velocizzare i processi, ma sa esattamente quello che fa e che risultato ottenere. Poi produce un brano che può finire negli stessi posti in cui ci sono brani prodotti da chi, senza sapere una cippa di musica ha scritto un “prompt” nel posto giusto, e poi ha copiato e incolato il risultato…. Io lo sgamo, ma chi ascolta su Spotify entrambi? Il problema è li.
Tra groove umano e AI generativa, chi ha davvero il controllo del basso?
L’AI esiste perché esistono gli esseri umani. Il basso esiste perché esistono i bassisti. Finché sarà così non ho nulla da temere
Track 4. Saluti
Saluta i nostri lettori e lascia un consiglio per tutte le nuove leve che vogliono avvicinarsi al basso elettrico
Ciao a tutti e grazie per questa intervista, come consiglio principale se volete avvicinarvi allo strumento prima di tutto ascoltate tanta musica, di ogni genere e provenienza, siate aperti la musica è bella tutta e da tutto si può imparare qualcosa; abbiate fame di conoscenza, non di successo, vale di più un musicista preparato di un musicista famoso. E studiate, anche poco, ma con costanza e metodo; se poi il metodo è il mio, sono anche più contento. Buon basso e W Bass Groupie!
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