Dalla strumentazione alla costruzione del suono: il basso secondo Mirco Bernoni, bassista e sound Engineer @MRK Home Studio

“La voce dei bassisti” è una rubrica / bacheca aperta alla community, il cui scopo è dare spazio ai bassisti per raccontarsi, confrontarsi e condividere punti di vista sullo strumento.
Ciao bassista! Raccontaci qualcosa su di te e sul tuo percorso musicale. Come ti sei avvicinato al basso elettrico e quali consideri le tappe fondamentali della tua formazione e/o carriera ?
Ciao Susanna e grazie per lo spazio che mi hai concesso. il mio percorso inizia nel 2007 all’età di 14 anni. Provenendo da una famiglia di bassisti, era quasi scontato che intraprendessi questa strada [ride]. Dal 2010 al 2019 ho frequentato l’ambiente underground romano, suonando con Toxic Avengers, Escatology, Blastkore e in ultimo con i Reverber, gruppo con cui diciamo ho “chiuso” un capitolo che mi ha coinvolto per anni. Dopo il metal sono passato a nuovi generi: pop, rock e hard rock. Tappe fondamentali che mi hanno permesso di apprendere i differenti linguaggi, stili di scrittura e lavorazione musicale.
Chi sono i tuoi bass-hero o le tue principali ispirazioni?
Steve Harris (Iron Maiden), Billy Sheehan (MR.Big), Martin Mendez (Opeth), John Myung (Dream Theater). Crescendo ho poi imparato ad apprezzare i veri bass-hero, meno noti alle grandi masse, ma non per questo meno importanti, parlo di personaggi del calibro di Jaco Pastorius, John Patitucci, Marcus Miller e Victor Wooten. Ultimamente sto apprezzando moltissimo anche Mike Porcaro (TOTO), mi sento inoltre di nominare un bassista italiano che negli ultimi anni, secondo me si è ritagliato un gran bel posto nel mondo del basso: Giorgio Terenziani.
Come descriveresti il tuo sound?
Variegato. Spazio dal rock, con un bel suono granitico e distorto, ad un suono più rotondo che definirei addirittura “vellutato” all’occorrenza. A mio parere un bel groove, attaccato al beat di batteria non deve mai mancare. Non è nelle mie intenzioni essere individuato come virtuoso o avere dei c.d “momenti solisti”, anche se questo mi rendo conto che può sembrare un po’ contraddittorio viste le mie ispirazioni.
In questo periodo stai lavorando a progetti personali oppure collabori con altri musicisti?
In questo momento sto lavorando ad un paio di progetti di cui ora non posso parlare molto. Sto collaborando con musicisti di spessore che mi stanno facilitando il lavoro. Sicuramente almeno uno dei due progetti uscirà allo scoperto per settembre.
Come hai impostato il tuo home studio?
Ho uno studio molto basic si tratta di una cameretta in disuso. Questo è il mio “harem”, un posto dove mi isolo dal mondo, studio, suono e cerco di “tirare giù” nuovo materiale.
Quali sono gli strumenti e l’attrezzatura che usi per registrare?
Per quanto riguarda l’attrezzatura fisica impiego una scheda audio Behringer UMC22 U-Phoria e una scheda audio Audient ID 14 MKII, cuffie Audio Technica ATH-m20x e Sennheiser HD660, monitor KRK RP8 Rockit G5, una pedaliera così composta: Boss Chromatic Tuner TU-3 (accordatore), Mooer Micro ABY Channel Switch MKII (per sdoppiare il canale), Zoom B3n (il vero cervello del mio suono), multieffetto dove costruisco il suono definitivo del basso e dove ho gli amp simulator, quindi sia in studio sia live suono senza amplificatore e vado in diretta nell’impianto. Tech21 Sansamp Bass Driver, (il preamp per basso per eccellenza) e come finale di catena la D.I. (Direct Injection) per bilanciare il suono quindi, entro nella D.I. jack ed esco XLR.
Quali bassi fanno parte della tua dotazione e che caratteristiche cerchi in uno strumento?
Al momento due: un Cort Artisan A5 del 2006 e un Peavey BXP Cirrus 5 corde.
Quali software utilizzi per la registrazione, l’editing e la produzione dei tuoi brani?
REAPER come DAW anche se per molti anni ho utilizzato Cubase. E’ molto plug ‘n’ play e risulta leggero anche con lavori molto più complessi. Sicuramente un altro software che non deve mai mancare è Guitar Pro, che impiego da quasi vent’anni. Lo utilizzo per scrivere musica o meglio per “annotare” quello che scrivo o studio. Per quanto riguarda i plugin di mixaggio utilizzo i più svariati, sono un maniaco e ne ho un migliaio: Waves, Slate Digital, Sonimus, Brainworx Plugin Alliance e la serie Lindell sempre di Plugin Alliance. Alle volte quando mi devo sbrigare, utilizzo anche Izotope. Per quanto riguarda i campionatori, ne utilizzo solo uno : Perfect Drums per le batterie.
Prima di iniziare a suonare, organizzi il tuo workflow in modo metodico, oppure preferisci un approccio più libero e spontaneo?
Sicuramente molto libero e spontaneo, non ho una scaletta da seguire.
C’è un consiglio che daresti a chi apre per la prima volta una DAW?
Un consiglio che posso dare è di non perdersi d’animo, perché ad un primo impatto può sembrare tutto davvero molto difficile, ma in realtà poi con un po’ di dimestichezza diventa tutto molto più semplice, si deve avere la pazienza e la costanza di provare e riprovare per arrivare ad un risultato che però sarà ampiamente goduto. Per il musicista moderno diventa indispensabile autoprodursi, quindi è quasi un obbligo imparare ad utilizzare questi software.
Qual è il sistema di ascolto che prediligi: cuffie o monitor da studio?
Sicuramente monitor, la libertà di ascoltare musica senza vincoli non ha prezzo, perché alle volte le cuffie possono nascondere sfumature che i monitor possono tranquillamente farti notare subito.
Quando lavori su un brano inedito, da dove inizi?
Quando si tratta di un mio brano parto da un primo riff di basso molto spontaneo che poi vado a lavorare, un po’ come se partissi da un foglio completamente bianco su cui poi andare ad aggiungere colori. Se invece si tratta di un brano in cui mi chiedono di scrivere la linea di basso, parto dall’ascolto, in modo tale da farmi un’idea su dove intervenire per creare un qualcosa di efficiente, che fornisca una buona amalgama con la sezione ritmica (batteria) e quella melodica (chitarra).
Quanto tempo dedichi alla ricerca del suono perfetto?
Alle volte passo giorni a cercare un suono che possa convincermi al 100%, essendo deviato professionalmente e facendo anche il fonico cerco sempre la perfezione.
Preferisci un basso più presente nel mix o più integrato nella base?
Dipende dalla situazione, in una canzone rock con alti bpm tendo a renderlo molto presente, in una ballad dove il basso si deve solamente poggiare, preferisco che sia integrato nel mix, diciamo che in ambodue i casi, il basso deve essere sempre al servizio della musica.
Come capisci quando hai trovato il giusto bilanciamento?
Sicuramente quando sento che il basso ha la giusta grinta, ed ogni nota suona con la stessa intensità, questo per me è il bilanciamento corretto. Come detto prima, quando sento che il basso è “incollato al brano”, che c’è groove e la ritmica di batteria va di pari patta con la melodia della chitarra o anche delle tastiere, so che ci sono.
Ci sono accorgimenti che usi per evitare che il basso “si perda”?
Sicuramente scegliere il giusto suono e poi adottare un equalizzazione opportuno al proprio genere musicale, facendo bene attenzione a non invadere il range di frequenze degli altri strumenti. Altrimenti il basso “sparisce” oppure diventa tutto molto confuso.
Qual è l’investimento più intelligente per chi inizia a registrare basso da casa?
Un buon computer, Microsoft o Mac, scheda audio ed un paio di cuffie.
Le nuove tecnologie stanno cambiando il suono del basso?
Molto! Adesso basta veramente poco per avere un suono “gigantesco”, sia in studio (con i vari amp simulator in vst plugin), sia sulle pedaliere e quindi live. È anche vero che la tecnologia ha reso questa “finzione” molto fedele ai suoni “fisici” ed “analogici”, quindi gioca tutto molto a vantaggio dei musicisti, sia per i costi ridotti delle strumentazioni, sia per i pesi che si portano durante i live o turni in studio, ma quello che è certo è che sicuramente le nostre schiene ci ringrazieranno.
Come immagini il futuro del basso nella produzione musicale?
Spero più roseo di adesso, è vero che molte persone hanno “adottato” il basso come strumento. Quando iniziai a suonare, i bassisti erano veramente pochi, però è anche vero che con l’avvento di nuova musica come rap, trap e via discorrendo, sta sempre più “scomparendo” la musica suonata, viene tutto suonato tramite computer ed è tutto molto artificiale.
Domanda bonus: se fossi in una stanza in fiamme, piena di bassi e tu potessi salvarne solo uno… quale sceglieresti e perché?
Se fossero i miei me li porterei via tutti entrambi, se fanno parte del mio roaster è perché tutti e due hanno uno spessore di un certo tipo, quindi per questa volta non sto alle regole del gioco.
[Liberissimi di immaginarvelo mentre corre con due bassi in mano, avvolto dalle fiamme]
Saluta i nostri lettori e invitali a visitare le tue pagine social. Lascia anche un messaggio per i nuovi bassisti.
Ringrazio Susanna per lo spazio che mi ha concesso e ricordate: le vibrazioni che creeiamo tengono insieme tutta la musica! Un saluto a tutti.
Scopri di più da Bass Groupie
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.