2 Cents – Interviste scomode ai bassisti pt 7 : Davide Piccolo (Sadist)

Nella settima puntata ho interrogato Davide Piccolo (Sadist, Fate Unburied). Nel prog-death il basso è un necromante: invisibile ai vivi, essenziale per evocare il groove.

davide piccolo bass groupie

PARENTAL ADVISORY ⚠️ EXPLICIT CONTENT: tutte le informazioni qui sotto riportate sono puramente illustrative e riflettono opinioni personali.  La realtà che stai leggendo potrebbe essere solo frutto di un’illusione. Pillola rossa 🔴 o pillola blu 🔵? Ciò che credi di sapere è un inganno… il basso non esiste davvero (o forse sì?)

Ciao bassista! Presentati e raccontaci qualcosa su di te: in che gruppi militi? Porti avanti dei progetti personali come ad esempio un podcast oppure crei contenuti per Youtube e/o altri social?

Ciao! Sono Davide, bassista di Sadist, Fate Unburied, Grinder, Gomity e Sabbathology. Non sono un gran creatore di contenuti social, la mia dimensione è proprio quella della band ed è ciò a cui mi dedico maggiormente!

Come ti sei avvicinato al basso elettrico?

Banalmente me ne sono innamorato vedendoli da bambino in un negozio di musica.

Sei tu che hai scelto il basso o è lui che asceticamente ha scelto te?

Credo di aver scelto io; dopo il primo contatto con il basso, che ho menzionato prima, ho cominciato a mettere da parte tutte le mancette di compleanno e i soldini che mi venivano dati per il gelato per poterne comprare uno [ride] e rinunciare al gelato è stata una scelta sofferta!

A che età hai iniziato a suonare?

A 12 anni ero riuscito a mettere da parte abbastanza per comprare il basso più economico disponibile al negozio locale, e da quel momento non l’ho più messo giù.

È davvero mai troppo tardi per prendere in mano un basso e cominciare a suonare?

Si è sempre in tempo per imparare! Certo, sentire la chiamata da giovani ha sicuramente qualche vantaggio: meno pensieri per la testa, più tempo da dedicare allo strumento e magari anche qualche sogno in più da inseguire… ma si può assolutamente diventare ottimi musicisti anche cominciando “tardi”.

Ti reputi un chitarrista mancato?

Direi di no, la chitarra è un altro strumento, con un’altra filosofia che non ho mai sentito mia. A volte si pensa che basti conoscere la tastiera e, magari, riuscire a suonare qualcosa per cambiare agevolmente da uno strumento all’altro… magari qualcuno ci riesce anche… ma io sono bassista e penso da bassista, e, allo stesso modo, spesso i “chitarristi mancati”, continuano a pensare da chitarristi.

Spesso il basso elettrico viene considerato uno strumento invisibile: etichettato come il “fratello sfigato” della chitarra, quello meno interessante e che nessuno nota, ma di cui tutti sentono la mancanza quando sparisce. Uno stereotipo a cui siamo fin troppo abituati. E’ veramente così?

Mah, sinceramente mi sono sempre sentito estraneo a questo astio eterno tra strumentisti, tutti i musicisti devono essere parte fondamentale della musica che suonano; non credo che le gare a chi è più “figo” portino a qualcosa di artisticamente godibile.

Bassista che ti ha ispirato a suonare?

I miei primissimi idoli bassistici sono stati Steve Harris degli Iron Maiden e Frank Bello degli Anthrax, poi le mie figure di riferimento sono diventate molte di più e molto più variegate.

Il mondo visto dal basso è sottosopra?

Probabilmente lo è, ma neanche dagli altri punti di vista sono sicuro che sia dritto…

Il basso si sente?

Si sente, ma soprattutto si percepisce!

Ti è mai capitato di non sentirti durante una live?

Più volte, purtroppo… come sarà capitato un po’ a tutti. In quei casi è importante essere molto sicuri sul repertorio e cercare di prestare attenzione al tocco, perché “pestare” di più, spesso, contribuisce solo a snaturare il tuo suono anche per chi ascolta da fuori e a massacrarti le dita!

Il basso ti “parla”?

Mi rimprovera se procrastino sul cambio corde!

Hai mai parlato tu con il basso? Se sì ti ha mai risposto? E se ti ha risposto cosa ti ha detto?

Non c’è molto margine di discussione, se vuole il cambio corde procedo con il cambio corde… è un po’ capriccioso.

Hai dato nomi ai tuoi bassi?

No, anche perché a ricordare i nomi sono un disastro; inspiegabilmente mi risulta molto più semplice chiamarli con il loro marchio, modello e specifiche.

Sono maschi, femmine oppure non si definiscono?

Il mondo dei bassi è troppo variopinto per incasellarlo in generi, ce ne sarebbero tanti quanti sono i modelli sul mercato… che è anche la scusa che uso per giustificare l’ennesimo basso acquistato.

4 o 5 corde?

In certi contesti uso anche il 4 corde ma senza la sicurezza che mi da il low B a volte mi sento un po’ nudo.

A Jaco ne bastavano 4?

Ma anche con 3 sono sicuro avrebbe fatto miracoli!

Oltre quante corde un basso diventa una tangenziale?

Finché trova applicazioni interessanti a livello artistico ed esecutivo non metterei un limite! Io non oltrepasso le 6 ma ho visto fare cose incredibili con bassi a 7 o più corde.

Tecnica o sentimento?

Entrambe imprescindibili; senza tecnica si fatica a mettere in musica il sentimento in modo efficace. Allo stesso modo senza sentimento la musica sarebbe fatta solo di noiosi esercizi tecnici.

Queste due dimensioni complementari [tecnica e sentimento] possono coesistere in un’esecuzione musicale, o il loro incontro creerebbe una sorta di ‘singolarità’?

Credo che DEBBANO coesistere; è proprio quando ci sono entrambe che l’ascolto diventa interessante.

Ma la tecnica è FREDDEZZA? Prendiamo come esempio un John Myung nei Dream Theater, lo consideri un tipo freddo e calcolato?

No, non necessariamente… certi generi non permettono di suonare “appoggiati” o di lasciarsi trasportare dal groove, ma ciò non significa per forza essere freddi. Mi sento di spezzare una lancia a favore di Myung [ride].

Il bassista è il serial killer della musica? Un po’ alla Christian Bale in American Psycho?

Serial killer magari è un po’ troppo, diciamo che è quello che arriva alla festa e si mangia tutti i salatini più buoni!

A tal proposito: bassista più FREDDO/A in assoluto?

Non sono abituato ad usare il termine “freddezza”, e credo sia talmente soggettivo che non saprei nemmeno da dove partire se dovessi stilare una lista di freddoni.

Quello/a invece più HOT?

Victor Wooten, sudo solo a guardarlo.

Basslines: less is more?

Non c’è una regola fissa, sempre al servizio del brano!

Plettro o dita?

Io solo dita! Adattando il tocco e le tecniche al suono che voglio ottenere, non ho mai sentito la necessità di impugnare un plettro neanche in generi estremi… e poi amo il contatto pieno con lo strumento, mi sembra di avere più controllo.

Bassi acustici: opinioni …

Non ho mai saputo trovarci un’applicazione valida per le mie esigenze; belli, divertenti ma non fanno per me.

Suono naturale o pedali?

Compressore! Per il resto dipende dal contesto, comunque è molto raro che usi catene infinite di effetti; il più delle volte suono pulito o con un buon distorsore.

Si cucca suonando il basso? [Mi hanno detto di no]

Certo! Se sei Ridge Forrester fai faville!

Bassiste donne: hanno una marcia in più tipo 4×4 a trazione integrale o hanno solo due ruote motrici ?

Non credo che i cromosomi sessuali facciano differenza sul talento musicale di un individuo; se critiche e apprezzamenti iniziano a non essere più attinenti alla musica, allora vuol dire che c’è un problema nel pubblico.

4 aumentata o 3 naturale?

4 aumentata, tritono forever [ride]

Quanto incidono i materiali sulla qualità del suono ad esempio i legni o la tipologia di metallo che compone le corde?

Essendo un po’ feticista degli strumenti, secondo me ogni fattore incide. Non intendo dire che un basso economico non suoni bene, anzi, ci sono strumenti anche ottimi per tutte le tasche. Ma la sensazione di suonare un basso “su misura” in cui ogni dettaglio è curato al massimo, per me è impagabile.

A proposito di corde, sono come la pasta, lisce o rigate… tu di che team sei, flatwound o roundwound?

Team roundwound, sia per sonorità che per feeling sotto le dita.

Marca di basso preferita ?

Ho trovato la pace dei sensi con gli Overload che uso attualmente, ma ho avuto e ho ancora bassi che amo e che trovo eccezionali; sempre amato i Warwick e ultimamente anche i Dingwall mi hanno dato soddisfazioni.

Marca di basso più odiata ?

Non me ne vogliano gli amanti delle punte e dei bassi spigolosi ma direi BC Rich

Setup perfetto ?

Ma direi che al momento è praticamente ciò che uso ora: uno qualsiasi dei miei bassi, Hx Stomp, Darkglass X900 o Ampeg SVT4 Pro e cassa SVT 810 (o 410 se la devo spostare da solo)

Cosa NON SOPPORTI nel magico mondo del basso elettrico?

Magari è una mia impressione ma a volte trovo che la community online sia poco avvezza a dare consigli ai neofiti o a scambiarsi pareri o punti di vista senza sfociare nella saccenza o in litigi abbastanza infondati

Nel corso degli anni ci siamo interrogati sempre di più sul ruolo del bassista e sulla sua utilità… in effetti siamo qui a chiederci: il bassista è anche UTILE?

Di bassisti ce ne sono nella maggioranza delle formazioni, vuol dire che a qualcosa serviremo, dai!

Con l’evoluzione delle tecnologie digitali e dei sistemi di produzione musicale il bassista si è visto lentamente affiancare o sostituire da alcune soluzioni tecniche come backing tracks, sequencer, plug-in, groovebox e loop station. Nonostante ciò i bassisti non hanno smesso di esistere. In your opinion come cambierà o si evolverà la figura del bassista?

Non credo ci saranno cambiamenti sostanziali nel breve periodo da questo punto di vista; le mode chiaramente girano ma è difficile che vadano a cancellare o sostituire totalmente; è questione di trovare il proprio posto.

AI [no, non mi sono pestata un dito] sì oppure no? E’ uno strumento utile al bassista che può aiutarlo ad alleggerire il carico di lavoro oppure solamente una minaccia che ci cancellerà tutti dalla faccia della terra?

Per il momento è abbastanza lontana da poter sostituire il musicista; personalmente, pur essendone abbastanza estraneo, posso vederne la comodità in alcune funzioni, ma l’idea di ascoltare qualcosa di generato e riprodotto attraverso algoritmi priva la musica della componente artistica e tecnica e mi risulta, pertanto, assolutamente non interessante.

Tra groove umano e AI generativa, chi ha davvero il controllo del basso?

L’umano! L’AI sgraffigna a destra e a sinistra… magari funziona anche… ma funziona perché ha copiato gli standard umani.

Saluta i nostri lettori e lascia un consiglio per tutte le nuove leve che vogliono avvicinarsi al basso elettrico

CIAO BELLI! Non abbiate paura di andare controcorrente; in un mondo di trappers e dj non abbiate paura di essere i bambini strani che vogliono suonare il basso!


Scopri di più da Bass Groupie

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Rispondi