[ITA/EN] 2 Cents – Interviste scomode ai bassisti pt 9 : Freekbass

Nella nona puntata ho intervistato Freekbass, portare il basso come un pavone: colorato, funky e impossibile da ignorare.

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freakbass for bassgroupie
photo credit: Aaron Farrier

PARENTAL ADVISORY ⚠️ EXPLICIT CONTENT: tutte le informazioni qui sotto riportate sono puramente illustrative e riflettono opinioni personali.  La realtà che stai leggendo potrebbe essere solo frutto di un’illusione. Pillola rossa 🔴 o pillola blu 🔵? Ciò che credi di sapere è un inganno… il basso non esiste davvero (o forse sì?)

Ciao bassista! Presentati e raccontaci qualcosa su di te: in che gruppi militi? Porti avanti dei progetti personali come ad esempio un podcast oppure crei contenuti per Youtube e/o altri social?

Ciao! Mi chiamo Freekbass. Faccio livestream ogni sera alle 21:00 ET / 18:00 PT su TikTok LIVE e il lunedì, mercoledì (mezzogiorno ET) e venerdì (mezzanotte ET) su YouTube Live. Porto groove originali totalmente bass-centric e creo canzoni dal vivo che poi pubblichiamo su tutte le piattaforme streaming (tutto sotto il nome Freekbass).

Come ti sei avvicinato al basso elettrico?

Ho iniziato da bambino come batterista. Un giorno, quando avevo circa 6 o 7 anni, ero in un negozio di ferramenta con mio padre. A un certo punto qualcuno uscì dal negozio con un boombox che suonava “More Bounce To The Ounce” degli Zapp. Il suono del basso mi ipnotizzò e capii subito che dovevo scoprire cosa producesse quel suono. Un paio d’anni dopo una jazz band venne nella mia scuola a suonare. Mi fecero sedere davanti al bassista e capii che quello era lo strumento che ero destinato a suonare.

Sei tu che hai scelto il basso o è lui che asceticamente ha scelto te?

Decisamente il basso ha scelto me. Quelle frequenze mi sono sempre sembrate una chiamata.

È davvero mai troppo tardi per prendere in mano un basso e cominciare a suonare?

Mai! Se senti una chiamata verso qualcosa di creativo, devi seguire quel desiderio.

Ti reputi un chitarrista mancato?

Ha! Il basso non è mai stata una seconda scelta.

Spesso il basso elettrico viene considerato uno strumento invisibile: etichettato come il “fratello sfigato” della chitarra, quello meno interessante e che nessuno nota, ma di cui tutti sentono la mancanza quando sparisce. Uno stereotipo a cui siamo fin troppo abituati. E’ veramente così?

Mmm. Io ho sempre pensato a noi bassisti come al collante tra il mondo ritmico e quello melodico. Molti bassisti (John Paul Jones, Marcus Miller, Bootsy, ecc.) finiscono per diventare produttori proprio grazie a questo tipo di sensibilità, secondo me.

Bassista che ti ha ispirato a suonare?

Come tantissimi di noi, volevo diventare Jaco da grande.

Il mondo visto dal basso è sottosopra?

Il low end sembra decisamente arrivare dalle profondità del nucleo terrestre!

Il basso si sente?

24/7

Ti è mai capitato di non sentirti durante una live?

Non sono mai abbastanza rumoroso! LOL.

Il basso ti “parla”?

Eccome… lui dà la direzione… io sto solo guidando.

Hai mai parlato tu con il basso? Se sì ti ha mai risposto? E se ti ha risposto cosa ti ha detto?

Mi ha detto: “Get Funky With Me!” (che tra l’altro è il titolo del mio prossimo singolo).

Hai dato nomi ai tuoi bassi?

Alcuni…

Sono maschi, femmine oppure non si definiscono?

A-ha! Decisamente non appartengono a questa realtà…

4 o 5 corde?

Mi piace molto il basso a 5 corde quando registro, ma sono decisamente una persona da 4 corde… soprattutto per la spaziatura tra le corde. Sul 5 corde sono un po’ più vicine e io suono molto pesante, quindi il 4 corde mi dà le sensazioni migliori. Inoltre tutti i miei eroi del basso suonano il 4 corde.

A Jaco ne bastavano 4?

E c’è anche quello!

Oltre quante corde un basso diventa una tangenziale?

Un giorno voglio assolutamente provare uno degli Hamer a 12 corde. Adoro quel suono.

Tecnica o sentimento?

Secondo me è il feel a dettare la tecnica.

Queste due dimensioni complementari [tecnica e sentimento] possono coesistere in un’esecuzione musicale, o il loro incontro creerebbe una sorta di ‘singolarità’?

100%

Il bassista è il serial killer della musica? Un po’ alla Christian Bale in American Psycho?

Direi più il Batman della band.

A tal proposito: bassista più FREDDO/A in assoluto?

Mr. Freeze.

Quello/a invece più HOT?

Heat Miser.

Basslines: less is more?

Sì! Lo spazio in cui non stai suonando fa parte della musica tanto quanto il momento in cui premi le corde sulla tastiera.

Plettro o dita?

Qualsiasi cosa richiedano il pezzo o il groove.

Bassi acustici: opinioni …

Li adoro!

Suono naturale o pedali?

Per me, pedalboard madness. Uno dei miei bassisti preferiti di sempre in realtà non era un bassista: Bernie Worrell dei Parliament-Funkadelic e dei Talking Heads. Ho avuto la fortuna di registrare e andare in tour con lui, e lui (e ovviamente Bootsy) mi hanno insegnato tantissimo su come usare i pedali per espandere il proprio suono.

Bassiste donne: hanno una marcia in più tipo 4×4 a trazione integrale o hanno solo due ruote motrici ?

Immagino il mondo del basso più come un’astronave.

4 aumentata o 3 naturale?

Per me 5 flat.

Quanto incidono i materiali sulla qualità del suono ad esempio i legni o la tipologia di metallo che compone le corde?

100%. Sia nel suono che nel comfort.

A proposito di corde, sono come la pasta, lisce o rigate… tu di che team sei, flatwound o roundwound?

Roundwound tutta la vita!

Marca di basso preferita ?

Ernie Ball / Music Man e Dingwall. È un onore lavorare e rappresentare entrambi.

Marca di basso più odiata ?

Non ne ho ancora incontrato uno con cui non potessi avere una conversazione.

Setup perfetto ?

I miei Dingwall e Music Man ce l’hanno già!

Cosa NON SOPPORTI nel magico mondo del basso elettrico?

Non sono un fan del termine “slap bass”… preferisco “thumping & plucking”.

Il basso, e in particolare il basso elettrico, è ancora giovanissimo nel panorama generale degli strumenti musicali. Secondo me ha appena iniziato a mostrare quello che può fare…

Nel corso degli anni ci siamo interrogati sempre di più sul ruolo del bassista e sulla sua utilità… in effetti siamo qui a chiederci: il bassista è anche UTILE?

Serve respirare? Stessa risposta.

Con l’evoluzione delle tecnologie digitali e dei sistemi di produzione musicale il bassista si è visto lentamente affiancare o sostituire da alcune soluzioni tecniche come backing tracks, sequencer, plug-in, groovebox e loop station. Nonostante ciò i bassisti non hanno smesso di esistere. In your opinion come cambierà o si evolverà la figura del bassista?

Adesso esistono le Waymo [n.d.r autovetture autonome], ma non vedo la guida sparire tanto presto.

AI [no, non mi sono pestata un dito] sì oppure no? E’ uno strumento utile al bassista che può aiutarlo ad alleggerire il carico di lavoro oppure solamente una minaccia che ci cancellerà tutti dalla faccia della terra?

Penso che sperimentare con sonorità, feel, suoni e nuove tecniche continuerà sempre a spingere il basso in avanti.

Tra groove umano e AI generativa, chi ha davvero il controllo del basso?

Così come le drum machine non hanno mai sostituito i batteristi, l’AI è la stessa cosa. Quindi… uno strumento.

Saluta i nostri lettori e lascia un consiglio per tutte le nuove leve che vogliono avvicinarsi al basso elettrico

Grazie per questa intervista davvero divertente. Il consiglio più importante che posso dare è: esercitatevi sempre con qualcosa che tenga il tempo (metronomo, drum machine, ecc.), scrivete sempre musica indipendentemente da quanto tempo suonate, e ricordatevi che esiste un solo VOI! Quindi non fissatevi nel confrontare voi stessi e il vostro modo di suonare con gli altri. Restate positivi… pace & amore.


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