2 Cents è una rubrica che raccoglie tutte le domande non richieste e quelle che, da bassisti, sperate di non sentirvi mai chiedere.
Nel quinto episodio ho intervistato Jon D’Auria, caporedattore di Bass Magazine. Low bass, higher spirits.
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PARENTAL ADVISORY ⚠️ EXPLICIT CONTENT: tutte le informazioni qui sotto riportate sono puramente illustrative e riflettono opinioni personali. La realtà che stai leggendo potrebbe essere solo frutto di un’illusione. Pillola rossa 🔴 o pillola blu 🔵? Ciò che credi di sapere è un inganno… il basso non esiste davvero (o forse sì?)

Track 1. Presentazione
Ciao bassista! Presentati e raccontaci qualcosa su di te: in che gruppi militi? Porti avanti dei progetti personali come ad esempio un podcast oppure crei contenuti per Youtube e/o altri social?
Mi chiamo Jon D’Auria e sono caporedattore di Bass Magazine. Suono il basso in diverse formazioni, tra cui Tesoro, Belinda Esquer, Roth D’Lux, Steven Sera, InSound e altre ancora. Il basso occupa una parte molto importante della mia vita. Date un’occhiata a quello che faccio qui: www.bassmagazine.com
Come ti sei avvicinato al basso elettrico?
Ho fatto sport per tutta la vita, fino alla fine delle superiori. Avevo bisogno di qualcosa che riempisse il vuoto lasciato dallo sport, così mi sono avvicinato alla musica. Pensavo di suonare la chitarra, ma il mio migliore amico, che è un chitarrista straordinario, mi disse che le mie dita erano troppo larghe per i tasti alti e stretti del manico della chitarra e che avrei dovuto suonare il basso. Ho messo da parte i soldi guadagnati servendo ai tavoli e mi sono comprato un basso. Quel giorno abbiamo fondato una band.
Sei tu che hai scelto il basso o è lui che asceticamente ha scelto te?
È stato il basso a scegliere me, senza alcun dubbio. Non appena l’ho indossato, mi ha aperto una nuova strada e mi ha fatto scoprire una nuova parte di me stesso.
A che età hai iniziato a suonare?
18
È davvero mai troppo tardi per prendere in mano un basso e cominciare a suonare?
Mai. Mai, mai, mai, mai.
Ti reputi un chitarrista mancato?
Non proprio. Ho provato per un po’ con la chitarra acustica, ma il basso mi è venuto naturale fin da subito.
Spesso il basso elettrico viene considerato uno strumento invisibile: etichettato come il “fratello sfigato” della chitarra, quello meno interessante e che nessuno nota, ma di cui tutti sentono la mancanza quando sparisce. Uno stereotipo a cui siamo fin troppo abituati. E’ veramente così?
È un dato di fatto. Siamo il collante della band e uniamo ritmo e melodia. Eppure, in pochi riescono a riconoscere il basso in una canzone. Vai a capire.
Bassista che ti ha ispirato a suonare?
All’inizio, per me erano Preston Crump (Outkast), Stefan Lessard (DMB), Eric Wilson (Sublime) e Les Claypool.
Il mondo visto dal basso è sottosopra?
Sembra capovolto, ma in realtà è al posto giusto; nel complesso è affascinante, concreto, equilibrato e in sintonia.
Track 2. Domande da incubo
Il basso si sente?
Sempre. Lo sento anche nel silenzio.
Ti è mai capitato di non sentirti durante una live?
Al 100%. Una delle artiste con cui suono ha una voce morbidissima e preferisce gli strumenti a basso volume. Durante un concerto, ero così stufo che mi chiedessero di abbassare il volume che ho spento l’amplificatore. Lei non se n’è nemmeno accorta.
Il basso ti “parla”?
Sempre. Siamo inseparabili.
Hai mai parlato tu con il basso? Se sì ti ha mai risposto? E se ti ha risposto cosa ti ha detto?
Ogni giorno. Ci confidiamo i nostri segreti. Dico ai miei bassi che li amo.
Hai dato nomi ai tuoi bassi?
La maggior parte di loro sì. In questo momento, seduti dietro di me ci sono Gila, Jasmine, Woody, Papa Burgandy e King Welter.
Sono maschi, femmine oppure non si definiscono? [Ad esempio ho un Jackson che si identifica come un Rickenbacker]
Un po’ entrambe le cose. E conosco il Jackson di cui parli. Adoro quella tonalità di verde.
4 o 5 corde?
Per vent’anni ho suonato principalmente un basso a 4 corde, ma quando sono entrato a far parte di un gruppo di flamenco sono passato a uno a 5 corde per avere quel Si grave, ed è quello il basso che uso di più adesso.
A Jaco ne bastavano 4?
Qualsiasi numero di corde va bene. Ognuno scelga quello con cui si trova più a proprio agio. Chi si agita per questa discussione è ridicolo.
Oltre quante corde un basso diventa una tangenziale?
Non ci sono limiti. Si vede Elwood Francis degli ZZ Top che si scatena con quel basso a 17 corde, e si vede anche Mark Sandman che suona alla perfezione un basso a 2 corde. A ciascuno il suo. La vita è troppo breve per giudicare gli altri.
Tecnica o sentimento?
Sensazione. La tecnica corretta esiste per un motivo, ovvero garantire comfort fisico e durata nel tempo, ma per me non ha importanza al di là di questo.
Queste due dimensioni complementari [tecnica e sentimento] possono coesistere in un’esecuzione musicale, o il loro incontro creerebbe una sorta di ‘singolarità’?
Assolutamente sì. I grandi campioni sembrano avere tutti una tecnica straordinaria: la loro mano sinistra si muove come una macchina da scrivere, con un’enorme economia di movimenti. Lo stesso vale per l’attacco con la mano destra.

Ma la tecnica è FREDDEZZA? Prendiamo come esempio un John Myung nei Dream Theater, lo consideri un tipo freddo e calcolato?
Myung è una macchina. L’ho intervistato un paio di volte ed è un ragazzo davvero simpatico, ma sono convinto che sia un robot creato apposta per suonare il basso.
Il bassista è il serial killer della musica? Un po’ alla Christian Bale in American Psycho?
Al contrario. Il bassista sostiene e si prende cura del resto della band e praticamente di chiunque gli stia intorno. Siamo troppo pacifici e zen per avere sete di sangue.
A tal proposito: bassista più FREDDO/A in assoluto?
Probabilmente chi vive in climi freddi. È un vero tormento per le mani.
Quello/a invece più HOT?
Vivo nel sud-ovest degli Stati Uniti, dove d’estate si raggiungono i 49 °C (122 °F), quindi probabilmente ci sarei anch’io in quella lista. Un deodorante molto efficace è fondamentale.
Basslines: less is more?
In molti casi.
Plettro o dita?
Dita.
Bassi acustici: opinioni …
Al momento ne possiedo tre. Ho sempre amato i bassi acustici e li uso spesso per comporre canzoni. C’è qualcosa di davvero affascinante nel prenderli in mano e suonarli.
Suono naturale o pedali?
Di solito collego direttamente la chitarra all’amplificatore, anche se ogni tanto tiro fuori la mia pedaliera pazzesca.
Be honest: does playing bass get you laid?
Switch that “l” to a “p” and then yes.
Bassiste donne: hanno una marcia in più tipo 4×4 a trazione integrale o hanno solo due ruote motrici ?
Ho sempre detto che, secondo me, il basso è uno strumento materno. A prescindere dallo stile musicale – dal metal più pesante all’hip-hop più profondo – quando entra la linea di basso trasmette un senso di conforto, come un caldo abbraccio di tua madre. Inoltre, la maggior parte dei miei bassisti preferiti sono donne. Quindi sì, credo davvero che le donne traggano una forza speciale dalle frequenze basse.
4 aumentata o 3 naturale?
In questo caso sceglierò una terza naturale. Ma, in realtà, qualsiasi forma o dimensione (dell’intervallo) va benissimo.
Quanto incidono i materiali sulla qualità del suono ad esempio i legni o la tipologia di metallo che compone le corde?
Sono assolutamente convinto che tutti questi elementi contribuiscano al suono del basso, ma non credo che molti ascoltatori occasionali se ne accorgano dal punto di vista sonoro, a parte i bassisti stessi.
A proposito di corde, sono come la pasta: lisce o rigate… tu di che team sei, flatwound o roundwound?
Di solito suono corde roundwound, in particolare le D’Addario NYXL. Tuttavia, ho un paio di bassi con corde flat, tra cui un fretless e un paio di modelli hollowbody.
Marca di basso preferita ?
È difficile battere Fender, visto che Leo ha davvero fatto centro con quel modello nel 1951. Ma adoro anche la mia Moollon, la Nelson e il contrabbasso.
Marca di basso più odiata ?
Mi dispiace dirlo, ma non sono mai riuscito ad apprezzare i Rickenbacker. Credo che il motivo principale sia la posizione dei pickup, che non mi permette di tenere la mano in modo comodo. Senza offesa per Lemmy o Paul.
Setup perfetto ?
Probabilmente un basso Carl Thompson Scroll collegato a due casse 8×10 tramite un amplificatore potente.
Cosa NON SOPPORTI nel magico mondo del basso elettrico?
L’importanza dei social media per il successo. Tutti cercano di pubblicare il loro miglior video di 60 secondi, ma di solito non è questa l’essenza del basso.

Track 3. Futuro del basso elettrico
Nel corso degli anni ci siamo interrogati sempre di più sul ruolo del bassista e sulla sua utilità… in effetti siamo qui a chiederci: il bassista è anche UTILE?
Non solo è utile, ma è anche assolutamente indispensabile. La musica senza basso non è la stessa cosa. A meno che tu non sia Prince. Lui poteva fare tutto quello che voleva.
Con l’evoluzione delle tecnologie digitali e dei sistemi di produzione musicale il bassista si è visto lentamente affiancare o sostituire da alcune soluzioni tecniche come backing tracks, sequencer, plug-in, groovebox e loop station. Nonostante ciò i bassisti non hanno smesso di esistere. In your opinion come cambierà o si evolverà la figura del bassista?
Perché il mondo ha bisogno di noi e ne avrà sempre bisogno. L’intelligenza artificiale non è in grado di fare la bassface. Né può conferire alla musica quel tocco umano che è essenziale per la nostra esistenza.
AI [no, non mi sono pestata un dito] sì oppure no? E’ uno strumento utile al bassista che può aiutarlo ad alleggerire il carico di lavoro oppure solamente una minaccia che ci cancellerà tutti dalla faccia della terra?
Oggi i bassisti devono saper suonare il basso elettrico, il contrabbasso e il basso sintetizzato, oltre a fare i cori, per riuscire a ottenere tutti gli ingaggi che desiderano. Si tratta sempre di frequenze basse, ma ampliate in molte direzioni grazie alla produzione in studio e alla necessità di riprodurle dal vivo.
Tra groove umano e AI generativa, chi ha davvero il controllo del basso?
Gli esseri umani. Senza dubbio.
Track 4. Saluti
Saluta i nostri lettori e lascia un consiglio per tutte le nuove leve che vogliono avvicinarsi al basso elettrico
L’intervista mi è piaciuta molto! Un grande abbraccio a tutta la famiglia dei bassisti. Continuate a suonare e a volervi bene. E ricordatevi perché avete iniziato a fare musica, e non dimenticatelo mai.
Complimenti se sei riuscito/a a leggere completamente questa intervista significa che sei un vero bassista. Ecco il tuo premio per la pazienza dimostrata! 🏅
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