2 Cents è una rubrica che raccoglie tutte le domande non richieste e quelle che, da bassisti, sperate di non sentirvi mai chiedere.
Nella sesta puntata ho interrogato Cesare Bonomi bassista e blogger per The Nerd Bass e L’Araldo Lomellino. Quando dare GAS assume tutto un altro significato… e il conto in banca lo capisce al primo riff.

PARENTAL ADVISORY ⚠️ EXPLICIT CONTENT: tutte le informazioni qui sotto riportate sono puramente illustrative e riflettono opinioni personali. La realtà che stai leggendo potrebbe essere solo frutto di un’illusione. Pillola rossa 🔴 o pillola blu 🔵? Ciò che credi di sapere è un inganno… il basso non esiste davvero (o forse sì?)
Track 1. Presentazione
Ciao bassista! Presentati e raccontaci qualcosa su di te: in che gruppi militi? Porti avanti dei progetti personali come ad esempio un podcast oppure crei contenuti per Youtube e/o altri social?
Ciao a tutti sono Cesare, bassista della provincia di Pavia. Attualmente suono nella band di inediti Gino il Carbonaio dove facciamo “cantautorato punk”, nella cover band Spice Boys e nel gruppo di inediti Laréclame. Inoltre da almeno 7 anni faccio parte anche di Rockin’ 1000 e tra alti e bassi (soprattutto i bassi), porto avanti il blog/canale The Nerd Bass, oltre ad occuparmi della rubrica “Basse Frequenze” sul settimanale L’Araldo Lomellino, dove cerco di dare spazio alla musica emergente e indipendente.
Come ti sei avvicinato al basso elettrico?
Mi sono avvicinato in modo molto classico, ascoltando musica e per spirito di emulazione verso gli artisti che ascoltavo, anche se è stato un processo piuttosto lungo, avendo dovuto superare diverse insicurezze: una fra tutte il rapporto con l’ora di musica nella scuola dell’obbligo verso cui non ero portato.
Sei tu che hai scelto il basso o è lui che asceticamente ha scelto te?
Ho scelto io, avendo sempre provato maggiore interesse verso il groove e la parte ritmica della musica, questo nonostante i miei genitori mi ripetevano: “ma non puoi suonare la chitarra come tutte le persone normali?!”
A che età hai iniziato a suonare?
Piuttosto tardi. Intorno ai 18 anni ho iniziato ad avvicinarmi allo strumento, anche se i primi risultati li ho avuti un paio di anni dopo quando ho iniziato a impegnarmici sul serio e a fare le prime esperienze sul palco.
È davvero mai troppo tardi per prendere in mano un basso e cominciare a suonare?
No, non è mai troppo tardi. Bisogna solo studiare ed esercitarsi senza farsi abbattere se non arrivano subito i risultati.
Ti reputi un chitarrista mancato?
Assolutamente no, avendo iniziato proprio col basso. So suonicchiare anche la chitarra, ma non è mai stato il mio strumento.
Spesso il basso elettrico viene considerato uno strumento invisibile: etichettato come il “fratello sfigato” della chitarra, quello meno interessante e che nessuno nota, ma di cui tutti sentono la mancanza quando sparisce. Uno stereotipo a cui siamo fin troppo abituati. E’ veramente così?
Spesso è il bassista che, in autonomia, si relega nelle retrovie, pensando più alla sostanza della performance che all’apparenza.
Bassista che ti ha ispirato a suonare?
Più di uno: Steve Harris, Lemmy Kilmister e Phil Lynott sono quelli che mi hanno spinto a imbracciare lo strumento.
Il mondo visto dal basso è sottosopra?
Il mondo visto dal basso è a metà strada: è uno strumento che deve fare da collante fra sezione ritmica e melodica e che si deve mettere al servizio degli altri, legare il tutto ed essere soprattutto capace di ascoltare quello che gli altri suonano.
Track 2. Domande da incubo
Il basso si sente?
Il mio di sicuro, anzi spesso si lamentano che si sente troppo, non sono un bassista che sta nell’ombra.
Ti è mai capitato di non sentirti durante una live?
Onestamente sono più le volte in cui non mi sento, tra compagni di band che non sanno equalizzare o palchi di fortuna senza spie o con strumentazione non adatta o obsoleta.
Il basso ti “parla”?
Di solito mi dice che dovrei esercitarmi di più.
Hai mai parlato tu con il basso? Se sì ti ha mai risposto? E se ti ha risposto cosa ti ha detto?
Parlo spesso da solo, se mi metto pure a parlare col basso il ricovero sarebbe assicurato.
Hai dato nomi ai tuoi bassi?
Ci ho provato, ma non fa per me, preferisco chiamarli per nome del modello.
Sono maschi, femmine oppure non si definiscono?
Ho un basso a 6 corde scala corta che viene definito una chitarra ma non la prende molto bene.
4 o 5 corde?
Preferisco il 4 corde, ma se il progetto richiede 5 corde non mi faccio grandi problemi.
A Jaco ne bastavano 4?
Penso non si sarebbe fatto problemi ad usare un 5 o un 6 corde se necessario
Oltre quante corde un basso diventa una tangenziale?
6 sono già più del dovuto, anche se presentarmi con un basso a 17 corde come l’attuale bassista degli ZZ Top (n.d.r Elwood Francis) , solo per il gusto di creare scompiglio, è qualcosa che mi piacerebbe fare.
Tecnica o sentimento?
La tecnica è la grammatica che ti serve per esprimere i tuoi sentimenti.
Queste due dimensioni complementari [tecnica e sentimento] possono coesistere in un’esecuzione musicale, o il loro incontro creerebbe una sorta di ‘singolarità’?
Non puoi suonare senza sapere cosa stai facendo attraverso lo studio, la tecnica non sono solo slap, tapping e virtuosismi funambolici fini a sè stessi.
Ma la tecnica è FREDDEZZA? Prendiamo come esempio un John Myung nei Dream Theater, lo consideri un tipo freddo e calcolato?
Vedi risposte precedenti, riguardo a Myung non mi esprimo non reggendo più di uno/due pezzi dei Dream Theater.
Il bassista è il serial killer della musica? Un po’ alla Christian Bale in American Psycho?
Vedo più alcuni chitarristi o cantanti come dei novelli Bateman, ovvero narcisisti/edonisti con turbe psicotiche omicide.
A tal proposito: bassista più FREDDO/A in assoluto?
Trujillo quando ha suonato in Antartide mi è parso bello infreddolito.
Quello/a invece più HOT?
Flea mi pare abbastanza accaldato se si ritrova spesso a suonare nudo.
Basslines: less is more?
Meglio scrivere una bella canzone, indipendentemente dal numero di note.
Plettro o dita?
Ultimamente sto suonando principalmente con il plettro, mi permette di avere maggiore controllo e definizione nel suono, oltre ad una compressione naturale che non riuscirei ad ottenere con le dita.
Bassi acustici: opinioni …
Ne ho uno, ottimo oggetto per accumulare la polvere, preferisco il suono del contrabbasso o dell’ukulele basso.
Suono naturale o pedali?
Ci sono sonorità che senza l’utilizzo dei pedali sono impossibili da ottenere, e alcuni brani possono nascere da suoni particolari che altrimenti non funzionerebbero affatto. Poi un accordatore e un preamp/D.I. in saccoccia possono sempre tornare utili.
Si cucca suonando il basso? [Mi hanno detto di no]
Posso affermare che ti hanno detto sbagliato.
Bassiste donne: hanno una marcia in più tipo 4×4 a trazione integrale o hanno solo due ruote motrici ?
Carol Kaye ha registrato oltre diecimila canzoni e gran parte di esse hanno fatto la storia della musica (e a volte non è stata nemmeno accreditata) dando anche lezioni a celebri bassisti maschi. Di bassiste donne ce ne sono parecchie (ma mai abbastanza) e spesso suonano anche meglio dei colleghi maschi.
4 aumentata o 3 naturale?
Quinta giusta.
Quanto incidono i materiali sulla qualità del suono ad esempio i legni o la tipologia di metallo che compone le corde?
Incidono abbastanza, se però colleghi lo strumento ad un amplificatore di cattiva qualità o ad una sequela di pedali, questo ragionamento va un po’ a farsi benedire. Parlando di suono siamo su un campo estremamente soggettivo e relativo, non è detto che un basso costruito con legni ricercati e pickup artigianali abbia il suono che sto cercando o che il suono che cerco, io lo possa ottenere con un basso cinese da 200 € Diverso è il fattore durabilità e affidabilità dello strumento, uno strumento fatto con materiali di qualità durerà sicuramente più a lungo, sarà più stabile e darà meno problemi. C’è gente che ha fatto la storia della musica con strumenti economici.
A proposito di corde, sono come la pasta, lisce o rigate… tu di che team sei, flatwound o roundwound?
Corde ruvide, possibilmente in acciaio.
Marca di basso preferita ?
Nonostante siano scomodi, spesso pesanti, sbilanciati e con sonorità molto difficili da addomesticare, stravedo per i bassi Gibson, anche se recentemente mi sono innamorato di un basso Mustar della liuteria Girardi che è diventato il mio basso principale.
Marca di basso più odiata ?
Una marca di bassi direi che non c’è, non mi trovo con design moderni, manico headless, elettroniche attive. Se devo citare un brand, direi paradossalmente Gibson, perché amo i loro bassi e non puntano per niente su di essi lasciandoli nell’oblio a parte un paio di modelli.
Setup perfetto ?
Doppia risposta, nel caso di setup del basso direi action non troppo bassa, dato che tendo a pestare molto suonando, nel caso invece si parli di strumentazione, nonostante sia appassionato di pedali il setup preferito è: basso, plettro, cavo e ampli valvolare in saturazione.
Cosa NON SOPPORTI nel magico mondo del basso elettrico?
Non sopporto più il dover sottostare alle logiche e alle meccaniche performative dei social network, in particolare i recenti episodi di alcuni “creator” musicali che non creavano nulla.
Track 3. Futuro del basso elettrico
Nel corso degli anni ci siamo interrogati sempre di più sul ruolo del bassista e sulla sua utilità… in effetti siamo qui a chiederci: il bassista è anche UTILE?
Ci sono band senza chitarristi come Death From Above o Royal Blood, o addirittura band con due bassisti come gli Adam Carpet o alcuni pezzi dei Cure, ci sono band senza bassisti, senza tastieristi, senza cantanti…. tutti sono necessari e nessuno è indispensabile, dipende molto dal progetto, dalle sonorità o banalmente da chi hai o non hai a disposizione per suonare.
Con l’evoluzione delle tecnologie digitali e dei sistemi di produzione musicale il bassista si è visto lentamente affiancare o sostituire da alcune soluzioni tecniche come backing tracks, sequencer, plug-in, groovebox e loop station. Nonostante ciò i bassisti non hanno smesso di esistere. In your opinion come cambierà o si evolverà la figura del bassista?
Non credo che si evolverà in modo differente da quanto sta già facendo ora, almeno nel breve termine. L’unico vero cambio di passo è l’utilizzo di IA per creare parti di basso (o altri strumenti), ma saranno sempre soluzioni banali e prevedibili, che non potranno mai sostituire la creatività o gli errori dell’essere umano.
AI [no, non mi sono pestata un dito] sì oppure no? E’ uno strumento utile al bassista che può aiutarlo ad alleggerire il carico di lavoro oppure solamente una minaccia che ci cancellerà tutti dalla faccia della terra?
E’ uno strumento e come tale va considerato. Può essere d’aiuto per velocizzare il lavoro, puoi relegarla ad altre parti del processo creativo e attribuirle solo l’elaborazione dei processi più lunghi e noiosi. Ma per come lavora oggi va ad attingere da un database online infinito e spesso i risultati sono grossolani e pieni di errori. Senza avere una reale conoscenza del lavoro che sta eseguendo, l’IA crea solo dei danni.
Tra groove umano e AI generativa, chi ha davvero il controllo del basso?
Dato che l’IA “generativa” non genera nulla, ma copia, ruba e rielabora qualcosa di già esistente (ma sempre con soluzioni già esistenti) e creato dall’uomo, direi che il controllo del basso è ancora umano, anzi questa potrebbe essere l’occasione per cercare di trovare nuove soluzioni e sonorità.
Track 4. Saluti
Saluta i nostri lettori e lascia un consiglio per tutte le nuove leve che vogliono avvicinarsi al basso elettrico
Un saluto a tuttə e grazie a Susanna per questa opportunità. A chi si avvicina al basso consiglio di riprendersi gli spazi reali, di suonare con gli altri, di viverne le gioie e le frustrazioni, il basso è uno strumento dove è centrale la condivisione della musica con le altre persone e ultimamente tutti ci siamo troppo chiusi agli altri. Per chi vuole seguirmi sui social mi trovate come The Nerd Bass, se invece volete venirmi a sentire con i Gino il Carbonaio, gli Spice Boys o gli altri miei progetti, ancora meglio, ci si fa due chiacchiere e qualche birretta a parlare di musica, bassi e pedali!
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